Coppa d'Africa, è di nuovo caos: clamorosa revoca del titolo al Senegal, il Marocco è campione

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A due mesi dalla contestatissima finale vinta dal Senegal ai tempi suppementari dopo il caos a ridosso della conclusione dei regolamentari, arriva una decisione destinata a far esplodere le polemiche in Africa e non solo: la CAF (il corrispettivo dell’UEFA per quel che riguarda il continente africano) ha infatti deciso di revocare il titolo del Senegal, assegnandolo a tavolino al Marocco. La decisione è arrivata nella tarda serata di martedì ed è stata resa nota dalla stessa Confederazione africana con una lunga e dettagliata nota diffusa sui propri canali.

La Commissione d’Appello della CAF ha preso la decisione in ottemperanza agli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d’Africa, registrando il risultato a tavolino di 3-0 a favore del Marocco contro il Senegal per forfait della squadra avversaria. “Il ricorso presentato dalla FRMF (la Federazione marocchina, ndr) è dichiarato ammissibile nella forma ed è perciò accolto – si legge nella nota -. La decisione iniziale della Commissione Disciplinare della CAF è annullata”.

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“Il reclamo presentato dalla FRMF è accolto – prosegue il comunicato -. Si dichiara che la FSF (la Federazione senegalese, ndr), attraverso il comportamento della propria squadra, ha violato l’Articolo 82 del Regolamento della Coppa d’Africa. In applicazione dell’Articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa, la squadra del Senegal è dichiarata perdente per forfait della partita, con il risultato registrato come 3-0 a favore della FRMF. Tutte le altre richieste o istanze sono respinte”.

Fra le altre decisioni, la CAF ha deciso di accogliere parzialmente il ricorso del calciatore marocchino Ismael Saibari, cancellando i 100mila dollari di multa e tramutando la pena in due gare di squalifica, una delle quali con la condizionale; ha ridotto la multa inflitta alla Federazione marocchina per i problemi causati a bordocampo dai raccattapalle, portandola a 50mila dollari; ha confermato la multa di 100mila dollari per la stessa federazione per le interferenze in zona on-field review e ridotto a 10mila dollari la sanzione per l’utilizzo di luci laser dagli spalti.

Durante gli ultimi minuti di recupero del secondo tempo l’arbitro Ndala aveva concesso un calcio di rigore a favore del Marocco ma il Senegal, per protesta, aveva deciso abbandonare il campo, tornando nel tunnel fra lo stupore generale. Dopo diversi minuti di sospensione il Senegal aveva poi deciso di tornare in campo con Brahim Diaz che, anche condizionato dal caos generale, aveva fallito il tiro dal dischetto tentando un improbabile cucchiaio facilmente bloccato dal portiere Mendy.

Al 4′ del primo tempo supplementare Pape Gueye aveva realizzato il gol-vittoria, ma il Marocco aveva preannunciato ricorso: ora è arrivata la sentenza, ma non è detto che questo sia l’ultimo capitolo di una vicenda ai limiti dell’assurdo.

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