Ostacolo pioggia: Jannik Sinner aspetta e spera

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Non sarebbe potuta andare meglio di così ma Jannik Sinner si è già messo alle spalle Indian Wells e guarda avanti con decisione. Il numero due del mondo ha vissuto una trasferta californiana perfetta, conquistando il primo Masters 1000 dell’anno senza cedere neppure un set agli avversari che si è trovato sul cammino: certo, più di una volta ha dovuto ricorrere al tie-break, ma sarebbe folle criticarlo per questo.

L’altoatesino ha lasciato rapidamente il caldo torrido di Tennis Paradise per volare in Florida, sede del secondo torneo sul cemento: il Miami Open. Qui le condizioni sono molto diverse rispetto al deserto californiano. Le forti piogge stanno infatti rallentando il programma, anche se il debutto di Sinner è previsto solo nel fine settimana.

Nonostante il meteo complicato, Sinner è comunque riuscito a scendere in campo per un primo allenamento. Ai microfoni di Sky Sport ha raccontato le sue sensazioni in vista dell’esordio: “Per ora è complicato fare una valutazione – ha puntualizzato – perché ieri siamo riusciti a giocare solo 45 minuti, giusto per riprendere un po’ il ritmo. Il tempo non è dei migliori, quindi vedremo come evolveranno le condizioni nei prossimi giorni. Anche il programma delle partite sta subendo ritardi, quindi bisogna capire come si evolverà la situazione”.

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“Sono comunque felice di essere qui – ha aggiunto l’asso della racchetta -. È un torneo molto simile a Indian Wells, che mi era mancato lo scorso anno, ed è un appuntamento importante per me. Inoltre è l’ultimo prima della stagione che si svilupperà sulla terra battuta: voglio dare il massimo, come sempre, poi vedremo come andrà”.

A Miami Sinner insegue un traguardo storico: il cosiddetto “Sunshine Double”, ovvero la doppietta Indian Wells-Miami. Un’impresa che manca dal 2017, quando fu Roger Federer a completarla per la terza volta in carriera, dopo i successi nel 2005 e nel 2016. Prima dello svizzero, ci erano riusciti Jim Courier nel 1991, Michael Chang nel 1992, Pete Sampras nel 1994, Marcelo Rios nel 1998 e Andre Agassi nel 2001. Il recordman assoluto rimane Novak Djokovic, capace di centrare il doppio colpo per ben quattro volte, tre delle quali consecutive tra il 2011 e il 2016. Il serbo, tra l’altro, ha già annunciato la propria assenza a Miami a causa di un infortunio alla spalla.

Il sorteggio ha già delineato il possibile cammino dell’altoatesino. Sinner, seconda testa di serie, esordirà al secondo turno contro il vincente della sfida tra il bosniaco Damir Dzumhur e il qualificato peruviano Ignacio Buse. Negli ottavi potrebbe trovare Andrey Rublev, mentre ai quarti l’ostacolo più probabile è Felix Auger-Aliassime. In quello spicchio di tabellone è però da tenere d’occhio Jakub Mensik, con cui Sinner potrebbe prendersi una rivincita dopo la sconfitta subita a Doha. In semifinale il destino potrebbe riproporgli Alexander Zverev, già battuto nel penultimo atto di Indian Wells, mentre in caso di finale l’avversario designato sarebbe Carlos Alcaraz, che guida la parte alta del main draw.

Non mancano gli stimoli nemmeno sul fronte delle dichiarazioni esterne. Il leggendario coach Brad Gilbert, ospite del podcast “Big T” di Tennis Channel, si è lasciato andare a un paragone di altissimo livello: “Se mescoli Andre Agassi e Novak Djokovic in un frullatore ottieni Jannik Sinner. In un certo senso gioca alla loro maniera: una versione moderna di ciò che faceva Djokovic e di ciò che faceva Andre con il suo gioco offensivo basato sul controllo della palla”. Parole che fotografano bene la statura del campione altoatesino agli occhi degli addetti ai lavori.

 

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