Andrea Abodi durissimo su Gravina: "Mi aspetto un sussulto di dignità"

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La terza mancata qualificazione ai Mondiali di calcio consecutiva ha scatenato grandissime polemiche ed è evidente a tutti la necessità di cambiare in maniera profonda tutto il movimento calcistico italiano. Qualcuno si aspettava che il presidente della FIGC Gabriele Gravina si dimettesse dopo la sconfitta contro la Bosnia Erzegovina ma così non è stato.

In una nota ufficiale, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è stato durissimo: “Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC”.

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“Chiederò a Gravina di dimettersi: da lui mi aspetto un sussulto di dignità, Abete lasciò dopo i gironi falliti in Brasile e il compianto Tavecchio fece lo stesso dopo il playoff con la Svezia. Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio”.

“Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano – ha continuato Abodi -. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

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