Torino, Petrachi delinea le strategie di mercato: "C'è un malessere profondo"

Il direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi in una intervista a Sky ha descritto la difficile atmosfera che si sta vivendo nel club piemontese: “Sicuramente un ambiente depresso, non sano, molto disfattista da un certo punto di vista. Quindi molto complicato. Anche nel 2010 arrivai in un momento difficilissimo ma la contestazione era figlia di risultati sportivi che non arrivavano. Oggi c’è un malessere più profondo che sinceramente è difficile da vivere”.
“Io sto cercando di infondere quel tremendismo del Toro, quell’idea del senso di appartenenza. Sono cose che mi hanno fatto apprezzare e amare questo posto, soprattutto quando l’ho perso. Dal primo dei magazzinieri all’ultimo dei calciatori cerco di far capire questo, perché diventa fondamentale in un momento così difficile in cui non abbiamo totalmente il supporto della gente, del tifoso, della Maratona. Mi piacerebbe tanto che i calciatori possano capire cosa sia la passione granata”.
Petrachi ha confessato la sua intenzione di creare un blocco italiano, come aveva già fatto in passato nel suo primo periodo al Toro: “Ho cercato di creare innanzitutto un blocco italiano, con i Darmian, Vives, Moretti, Bovo, Gazzi, Sirigu: avevamo sempre 6-7 undicesimi di titolari che erano italiani. E’ vero che mi piace il Sudamerica, è un mercato aperto, ampio, ma l’idea di creare un gruppo di italiani è una cosa che mi piacerebbe fare. A gennaio per esempio ho preso Prati, un ragazzo con prospettive. A me piacerebbe ricreare quel gruppo di ragazzi che possa poi dare struttura e solidità per il futuro. Per poi, da lì, aggiungere qualche straniero”.
Petrachi ha parlato delle operazione che lo hanno preso più orgoglioso: “Per esempio aver preso Bremer quando nessuno ci credeva. Però mi piace ricordare i 300 mila euro spesi per Vives: è stato un giocatore che ha dato tanto al Torino. Mi piace ricordare dei calciatori che sono stati funzionali e hanno incarnato lo spirito del Toro, perché la squadra viene costruita con le persone che hanno dei valori. L’importante è non sbagliare l’uomo: è da lì che si creano dei presupposti”.
