Flop Italia, anche gli Autogol non scherzano più: "Serve una rivoluzione"

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La cocente eliminazione dal Mondiale, la terza consecutiva, ha amareggiato l’intero popolo azzurro. Una vera e propria mazzata per ogni tifoso della Nazionale. C’è tanta delusione per aver mancato, ancora una volta, l’appuntamento con la Coppa del Mondo. Neppure Gattuso è riuscito nell’impresa di risollevare il movimento calcistico italiano. Ora sono iniziati i processi.

Fabrizio PonciroliSerataccia per Alessandro Bastoni, l’Italia non va al Mondiale: le foto

L'Italia vive un'altra serataccia nella finale playoff per il Mondiale con Bastoni protagonista in negativo.
Kean porta in vantaggio la Nazionale di Gattuso al quarto d'ora della finale playoff.
La situazione si complica per l'Italia a fine primo tempo con l'espulsione di Bastoni.
Il difensore dell'Inter rimedia un cartellino rosso diretto per fallo da ultimo uomo su Dedic.
Dedic era lanciato a rete quando subisce il fallo che costa l'espulsione a Bastoni.
Il gol di Kean si rivela inutile…
…. al Mondiale vanno i bosniaci e noi restiamo a casa per la terza volta di fila
"I ragazzi non meritavano una batosta così, sono orgoglioso di loro" a detto Gattuso
Tante le critiche anche per l'arbitro francese Turpin

Anche gli Autogol hanno perso il sorriso. Prima della partita, avevano pubblicato un video “motivazionale” decisamente divertente ma, dopo l’esito dei rigori con la Bosnia Erzegovina, ha prevalso la rabbia per quanto visto in campo.

Attraverso i suoi social, Michele Negroni è stato molto chiaro su quello che spera accada ora: “Si diranno tante, tantissime cose… Ma poi Domenica riparte il campionato. E magicamente ci dimenticheremo tutto… Serve una rivoluzione. Vera. Fatta da persone competenti. Io da semplice osservatore mi limito a notare come ormai non abbiamo più nessun giocatore italiano in grado di dribblare, saltare l’uomo, inventarsi giocate. La Bosnia ne aveva. Più di uno. La Bosnia. E pure la Norvegia. Noi no. Questo basta”, le sue chiare parole.

Il riferimento, per nulla velato, all’attuale dirigenza del calcio italiano e, in particolare, a Gabriele Gravina che, tuttavia, non si è dimesso al termine della sfida persa con la Bosnia Erzegovina, posticipando ogni decisione dopo il prossimo consiglio federale.

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