Ulivieri voleva confermare Gravina: "Non si doveva dimettere"

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Il responsabile dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri ha così commentato la scelta di Gabriele Gravina di dimettersi dalla carica di presidente della FIGC: “E’ stata una riunione molto triste e molto tranquilla. Triste perché noi avevamo con Gravina, al di là del discorso politico, anche un discorso personale, un rapporto di condivisione. Nessuno era d’accordo con le dimissioni, è stata una sua scelta”.

La FIGC deve ora ripartire da zero: “Siamo in difficoltà ma non da ora. Vedremo, non credo che queste difficoltà che hanno causato queste dimissioni nascano da due rigori sbagliati. All’interno ci sono altre cose da risolvere”.

“Del futuro non si è parlato ancora perché ci sono le elezioni. Comincerà la campagna elettorale da oggi e chi si vuol candidare si candiderà, noi non sappiamo nulla ancora. Ci sono 90 giorni di tempo. Ora ci saranno le candidature, chi si vuole candidare presenterà un programma e noi lo analizzeremo. Lo faremo noi così come tutte le altre componenti”.

Sui possibili arrivi in panchina di Conte e Allegri: “È una cosa che dipende da chi arriverà come presidente federale. Noi giudizi in questo momento non ne possiamo dare, a parte il discorso che abbiamo fatto su Gattuso che abbiamo apprezzato tante cose, però a parte questo non si può dire altro”.

Gravina ha “ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata,  la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VIl Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano”.

Il presidente federale in quella sede esporrà “nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedi 31 marzo”.

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