Italia, Gattuso spiega le esclusioni ed è schietto su Chiesa

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Il commissario tecnico della nazionale italiana Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa in vista del playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord. L’allenatore degli Azzurri ha motivato così le sue scelte: “Non posso andare dietro al mio ego, ci giochiamo tanto, devo mettere i miei ragazzi nelle condizioni migliori. Sceglieremo il modulo migliore per mettere i giocatori al posto giusto”.

“Ringraziamo la professionalità di Bastoni: deve curarsi bene, speriamo di averlo disponibile. Sulle cene tra di noi, non abbiamo certo parlato di tattica lì, ho cercato di creare un rapporto con i miei giocatori, ci sono ragazzi che avrebbero meritato come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini, ma la scelta di puntare sul gruppo è stata questa, sono molto contento e spero di riuscire a raggiungere l’obiettivo, questo gruppo per come si comporta lo meriterebbe”.

Le assenze non devono essere un alibi: “Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare assieme al mio staff, inutile pensare ad altro. Gli infortuni li hanno tutti, quella è “la partita”, non conta niente altro”.

Ringhio spiega i vari forfait: “Scamacca problema adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico, Mancini affaticamento ma niente a livello strumentale, Calafiori ieri piccolo dolorino, ma lo avremo. Chiesa piccoli problemi ieri sera, abbiamo deciso che era inutile che rimanesse”.

Proprio sull’attaccante del Liverpool, Gattuso aveva rilasciato poco prima dichiarazioni chiare alla Rai: “Con Fede ogni 7-10 giorni c’è una lunga chiacchierata. Da parte mia sa cosa penso di lui, bisogna però rispettare quello che ti dice il giocatore. In questo momento non si sente al 100%, ha delle piccole problematiche che lui deve migliorare e vuole stare bene al 100%”. In conferenza stampa ha approfondito la questione: “Perché non è rimasto? Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo, nella vita al di là di una gara i rapporti sono importanti, penso che non avendo grande conoscenza a livello medico, quando uno non sta bene non si può insistere, ho sempre pensato così”.

L’atteggiamento della squadra è buono: “Vedo tantissimo attaccamento da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale”.

La scelta dello stadio di Bergamo: “Ho scelto io Bergamo, San Siro è divisa e può essere pericolosa ai primi errori, aver giocato la mia prima partita lì è stata importante, Bergamo è un catino, speriamo di non aver toppato”.

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