Frederic Vasseur punta ancora più in alto con la nuova Ferrari

E’ una Ferrari che punta in alto quella che si presenta a Suzuka forte dei segnali incoraggianti mostrati a Melbourne e Shanghai: “Il Gran Premio di Cina ha rappresentato un’altra tappa importante per noi – ha spiegato il team principal Frederic Vasseur -, Abbiamo confermato alcuni aspetti positivi già emersi a Melbourne, soprattutto sul passo gara, ma è evidente che ci sono ancora margini di miglioramento. Il livello di competitività è estremamente elevato e anche i dettagli più piccoli possono fare la differenza nel risultato finale”.
Suzuka, con le sue caratteristiche tecniche e la sua complessità, sarà un banco di prova significativo: “È un circuito molto impegnativo e un’ulteriore occasione per conoscere meglio la SF-26 e continuare a crescere. Dovremo rimanere concentrati su noi stessi, lavorare su ogni aspetto del pacchetto e riuscire a mettere insieme tutto durante il weekend”. Dopo la gara giapponese, il team tornerà a Maranello per un periodo di lavoro intenso: “Avremo un mese per analizzare i dati raccolti nelle prime tre gare e proseguire nello sviluppo della SF-26 nella direzione giusta”, ha concluso Vasseur.
Se è vero che a Shanghai Kimi Antonelli ha interrotto il lungo digiuno di vittorie italiane in Formula 1 (l’ultimo successo tricolore risaliva al 2006, quando Giancarlo Fisichella vinse con la Renault il Gran Premio della Malesia), c’è ancora un tabù che molti appassionati del Bel Paese sperano di veder cadere non troppo in là nel tempo: la vittoria di un pilota italiano al volante della Ferrari. L’ultimo a riuscirci fu il compianto Michele Alboreto, nel Gran Premio di Germania del 1985: sono passati quarantuno anni.
Intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset, il boss della Formula 1 Stefano Domenicali ha detto la sua proprio sul giovane pilota bolognese, senza nascondere l’auspicio di vederlo vincere una gara al volante della Rossa. “Vedere un ragazzo così giovane vincere un Gran Premio, come ha fatto Kimi in Cina, è qualcosa di straordinario – ha detto Domenicali -, fa bene non solo a lui ma a tutto il nostro sport. Avrà un bel po’ di pressione ora, ma dovrà abituarsi”.
