Scintille in Catalogna: Remco Evenepoel caustico, Jonas Vingegaard si giustifica

Jonas Vingegaard

È successo davvero di tutto mercoledì nella terza tappa della Volta Ciclista a Catalunya, da Mont-roig del Camp a Vila-seca: nel finale di frazione Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard, due dei candidati per la vittoria finale, hanno provato un attacco fulminante per provare a scompigliare le carte e testare i rispettivi stati di forma, ma una buca sull’asfalto ha tradito il belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe, caduto malamente. A quel punto, il rivale del Team Visma-Lease a Bike ha scelto di non approfittarne, preferendo attendere il ritorno del gruppo.

Il successo finale è poi andato a Dorian Godon della Ineos Grenadiers, che ha confermato la leadership a livello di classifica generale con quattro tappe ancora da disputare. In zona mista, nonostante il gesto di Vingegaard, Evenepoel non le ha mandate a dire al danese, reo a suo dire di non averlo aiutato nel tentativo di fuga ma di aver soltanto provato a stargli a ruota: “La collaborazione con Vingegaard? Fantastica…” ha detto il belga, con tono canzonatorio.

“Ho provato la fuga quando ho visto un po’ di esitazione nel gruppo – ha poi spiegato Evenepoel -. Con Vingegaard abbiamo preso un buon vantaggio, ero prontissimo allo sprint contro di lui. Il destino, però, ha deciso diversamente. Cosa è successo? Ho preso una buca proprio mentre stavo preparando la volata, ho perso il manubrio. Adesso devo capire bene come sto, dobbiamo verificare se è tutto a posto prima della partenza di domani”.

Vingegaard ha comunque rivendicato, da parte sua, la decisione di non approfittare della disavventura capitata al rivale: “L’ho visto volare via, spero stia bene e possa continuare la corsa – ha detto il due volte vincitore del Tour de France che da programma, quest’anno, sarà per la prima volta al Giro d’Italia -. A quel punto ho pensato non fosse giusto approfittare di quella situazione e ho preferito aspettare il rientro del gruppo. Remco non contento del mio atteggiamento in fuga? Il ciclismo è anche questo, ognuno deve seguire le proprie tattiche”.

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