Da Gennaro Gattuso un monito all'Italia: "Nessuno ci mette tappeti rossi"

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Gennaro Gattuso esulta per la sua Italia, nuovamente vittoriosa e alla finale dei playoff dopo aver battuto per 2-0 l’Irlanda del Nord a Bergamo. Il ct della Nazionale però mantiene ancora alto il livello della concentrazione, nell’attesa della sfida con la Bosnia che sarà decisiva per la tanto attesa qualificazione ai Mondiali 2026. E quindi l’eventuale ritorno degli Azzurri nella manifestazione per la prima volta dal lontanissimo 2014.

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La conduttrice, super sostenitrice del Napoli, ha raccontato che in famiglia c'è una pecora nera. Anzi, nerazzurra.
Lo ha fatto in una recente intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport'. "Uno scandalo" ha sorriso.
Tanti i concetti espressi dalla brava (e bella) conduttrice campana.
"Il Napoli è vissuto come una vera fede da chi nasce e cresce in città".
Le sue prime volte allo stadio risalgono all'infanzia, nel periodo di Maradona.
"C'è stato anche il Napoli di Naldi in Serie B e il fallimento. E io c'ero"
"Poi la lenta risalita con De Laurentiis dalla Serie C. E c'ero anche lì".
Negli ultimi tre anni il Napoli ha vinto due scudetti.
"Vincere due titoli in tre anni è qualcosa di enorme".
"La riconferma di Conte è stata la notizia più bella dell'anno".
"Il calcio assomiglia alla vita: ci sono salite, discese, cadute e ripartenze".
"Quando si è in alto bisogna gioire senza dimenticare che nulla dura per sempre".

“Dobbiamo ringraziare questi ragazzi – ha commentato Gattuso, raggiunto dai microfoni di ‘Sky Sport‘ -. Quello che sento è solo un gigantesco senso di responsabilità. Devo anche dire che l’Italia ha fatto tantissima fatica nel primo tempo contro l’Irlanda del Nord. Sapevamo però che sarebbe andata così. Nessuno ci mette tappeti rossi davanti, a livello del genere non contano i campionati dove giocano i vari calciatori”.

Non manca quindi qualche critica alla pur buona Italia vista contro l’Irlanda del Nord. “Loro erano avvelenati e hanno provato a palleggiare. Ma il nostro più grande errore è stato abbassare Locatelli in fase di costruzione – ha osservato Gattuso -. In quel momento eravamo troppo piatti in campo, ma quando si riesce a far girare palla in maniera più varia poi escono fuori prestazioni come la nostra nel secondo tempo. Non volevo perdere energie, anche questo spiega le scelte che ho fatto. Incluso lasciare a casa tantissimi giocatori che meritavano, come Orsolini, Bernardeschi o Zaniolo”.

Da qui alcuni elogi di Gattuso verso alcuni singoli della sua Nazionale. “Bastoni oggi non avrebbe dovuto giocare, al 99%. Mancini si è allenato, ma aveva un forte dolore. Vicario, Di Lorenzo e Zaccagni non erano disponibili, ma sono venuti allo stadio. Non avevo chiesto niente a nessuno, ma loro hanno dimostrato il loro attaccamento – ha sottolineato il ct dell’Italia -. Ma devo anche ringraziare i tifosi, che ci hanno aiutato tanto dedicandoci solo applausi e incitamento. Mai fischi”.

Ora, in vista della Bosnia, potrebbero anche esserci delle novità. “Vedremo, abbiamo cinque giorni per decidere. Andremo a casa nostra, a Coverciano, e capiremo come siamo messi. Oggi con cinque cambi si ha il 50% di possibilità di cambiare le partite. Ma io non ho nulla di cui lamentarmi, questa Italia è composta da ragazzi vivi. Abbiamo lavorato tanto su noi stessi, ai tempi della batosta contro la Norvegia ci scioglievamo come neve al sole dopo la prima avversità. Oggi non è andata così”, ha aggiunto Gattuso.

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