Simone Bolelli e Andrea Vavassori, tabù infranto: il Miami Open è loro

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Simone Bolelli e Andrea Vavassori ce l’hanno fatta. La coppia azzurra si aggiudica la finale del doppio maschile al Miami Open, conquistando così il primo titolo Masters 1000 in carriera per entrambi. La vittoria arriva in poco più di un’ora di gioco su Harri Heliovaara e Henry Patten, numero 4 del seeding, che cedono in due soli set e con il punteggio di 6-4, 6-2. Erano reduci da quattro vittorie di fila sui due italiani, che quindi sfatano due tabù in un unico successo al termine di una partita che progressivamente si trasforma in un autentico dominio.

Marco Enzo VenturiniJannik Sinner, arrivano le scuse dopo quanto accaduto in campo a Miami

Tutto facile per Jannik Sinner a Miami: l’esordio al secondo turno dura appena 70 minuti contro Damir Džumhur, superato con un netto doppio 6-3.
L’azzurro si prende la scena anche al termine del match.
Al momento dei saluti, infatti, decide di scusarsi per un episodio che non dipendeva da lui.
Negli ultimi game, un suo tifoso aveva disturbato il bosniaco durante il servizio, urlando slogan a favore di Sinner tra una battuta e l’altra.
L’arbitro ha tentato di intervenire senza però allontanarlo, anche perché la partita era ormai agli sgoccioli.
Sotto rete, Sinner ha comunque voluto esprimere il proprio dispiacere a Džumhur per l’accaduto.
Gesto apprezzato dall’avversario, che lo ha subito rassicurato invitandolo a non preoccuparsi.
Sinner protagonista anche in conferenza stampa, questa volta a parole.
Interpellato su quanto detto da João Fonseca, il numero 2 del mondo ha risposto con grande equilibrio.
Fonseca aveva definito Carlos Alcaraz e Sinner due giocatori diversi, descrivendo l’italiano come “un robot che distrugge la pallina e fa tutto alla perfezione”.
"Sì, ho letto. Ha ragione, lo sai? Ha detto una cosa perfetta dal suo punto di vista, anche perché ha appena giocato sia contro di me che contro Carlos".
"Fonseca è un talento incredibile e gli auguro solo il meglio".

I due set hanno un andamento piuttosto simile. In entrambi Bolelli e Vavassori hanno la forza di prendersi il break già nel game inaugurale, quanto basta per controllare le operazioni fino al 5-3. Gli azzurri potrebbero chiudere i conti già nel gioco successivo, quando però il britannico e il finlandese riescono ad annullare ben quattro set point. Altri tre ne arrivano durante il decimo game, quello in cui la coppia italiana riesce finalmente a chiudere i conti portandosi a casa un set ampiamente controllato sin dall’inizio.

Di fatto lo schema si ripete nel secondo set, subito indirizzato a loro vantaggio da Bolelli e Vavassori con un altro break. Heliovaara e Patten non riescono mai a rientrare in partita, soprattutto dopo aver vanificato la palla dell’eventuale controbreak del 2-2. Non arrivano più scossoni fino al settimo game, in cui di nuovo gli azzurri strappano il servizio agli avversari concedendo loro un solo punto. Il successivo turno di battuta si consuma in un batter d’occhio, con i rivali a 0 e la chiusura quasi brutale di set e partita.

Vincendo il Miami Open, Bolelli e Vavassori conquistano il loro nono titolo in coppia. Come detto, però, è il primo Masters 1000 in assoluto. In precedenza avevano messo in bacheca sei tornei ATP 500 e due ATP 250. In più, questo nuovo trofeo permette loro di guadagnare sette posizioni nella Race di specialità, dove ora sono terzi.

Nel corso di questa stagione Bolelli e Vavassori si erano già aggiudicati il torneo di Rotterdam, mentre sia ad Adelaide che in Qatar avevano perso proprio contro i “soliti” Heliovaara e Patten. Da ricordare le tre finali perse dai due azzurri in altrettante finali Slam: le due agli Australian Open (2024 e 2025) e l’edizione 2024 del Roland Garros.

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