Piero Fusaro è morto: fu il primo presidente a Maranello dopo Enzo Ferrari

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Piero Fusaro, presidente della Ferrari tra il 1988 e il 1991, è morto a poche ore dal suo 88esimo compleanno, che sarebbe arrivato nella domenica in cui la Formula 1 correrà il Gran Premio del Giappone a Suzuka. Ingegnere torinese classe 1938, fu lui il primo presidente del Cavallino dopo la scomparsa del “Drake” Enzo Ferrari venuto a mancare il 14 agosto 1988. Guidò la scuderia del Cavallino negli anni di Gerhard Berger, Nigel Mansell e soprattutto Alain Prost. Proprio la scelta di puntare sul francese fu decisiva per il mancato trasferimento in rosso di Ayrton Senna.

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La Ferrari F40 è stata prodotta tra il 1987 e il 1992. 1311 gli esemplari immessi nel mercato
Il disegno della carrozzeria è stato realizzato dallo studio Pininfarina da Aldo Brovarone, Leonardo Fioravanti e Pietro Camardella sotto la guida di Nicola Materazzi
La F40 nacque per celebrare i primi quarant'anni di attività sportiva della casa automobilistica modenese
Fu presentata al pubblico durante il salone dell'automobile di Francoforte
Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata pari a 2936,25 cm³
La potenza massima erogata è di 478 CV (352 kW) a 7000 giri/min
L'interno della F40 è ridotto all'essenziale come si può ben vedere
Assenti l'impianto stereo, il portaoggetti, i tappetini, le rifiniture in pelle e i pannelli delle portiere
I primi 50 modelli utilizzavano dei finestrini scorrevoli lateralmente
Oggi è molto gettonata tra i collezionisti

Laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, sin da giovanissimo si avvicinò al mondo dei motori. Dipendente Fiat dal 1963, nel 1970 fondò e diresse lo stabilimento di Sulmona per poi diventare direttore di quello di Firenze. Notato da Enzo Ferrari, dal 1975 divenne direttore generale della casa di Maranello per poi essere trasferito in Seat nel 1979 nel ruolo di amministratore delegato. Nel comitato direttivo di Fiat Auto dal 1985, in seguito all’acquisizione dell’Alfa Romeo ne divenne amministratore delegato e presidente.

La sua ascesa anno dopo anno portò la Ferrari a scegliere proprio lui come nuovo presidente e amministratore delegato dopo la morte del Drake. Fu Gianni Agnelli in persona ad annunciargli tale nomina. “Ferrari mi ha sempre detto che lei sarebbe stato il suo successore. Assuma l’incarico di presidente”, fu in sintesi il contenuto di una telefonata a Fusaro da parte dell’Avvocato in persona. E in Formula 1 il quadro era chiaro: un team da guidare nel ritorno ai vertici dopo anni opachi e un periodo di rinascita sportiva che era appena iniziato.

La Ferrari di Fusaro fece parlare di sé per la difficile 640 F1 progettata nel 1989 da John Barnard, la prima della storia con cambio semiautomatico che illuse tutti con la vittoria al debutto di Nigel Mansell per poi essere fagocitata dalla McLaren di Senna e del campione del mondo Prost. Proprio quest’ultimo, in rotta con il compagno di squadra, migrò a Maranello nel 1990 riportando il numero 1 sul musetto delle Rosse. La sua rincorsa al mondiale terminò, fatalità, proprio a Suzuka.

Tra il 1990 e il 1991 Fusaro puntò forte su Prost, mentre il direttore sportivo Cesare Fiorio arrivò a far firmare un precontratto per la Ferrari a Senna. Fu quindi “costretto” a respingere il brasiliano, finendo con l’essere a sua volta sostituito da Luca Cordero di Montezemolo dopo l’allontanamento del francese. “Prost mi scavalcò ottenendo un colloquio privato con Agnelli. Fui preso in contropiede, non potendo discutere una scelta attribuita all’Avvocato”, dichiarò a ‘Quattroruote’ nel 2020.

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