Bosnia-Italia, l'arbitro Turpin rievoca un incubo per gli Azzurri

Per Bosnia-Inter, la Uefa ha scelto di affidarsi al miglior arbitro disponibile. Solo tre mesi fa, infatti, Clément Turpin è stato premiato dall’Iffhs come miglior direttore di gara al mondo. Tuttavia, per chi tende a dare peso a certi segnali, la designazione del francese potrebbe non essere del tutto rassicurante. Fu proprio lui, nel 2022, a dirigere Italia-Macedonia del Nord, partita passata alla storia per la clamorosa esclusione degli Azzurri dai Mondiali. La speranza Azzurra, naturalmente, è che martedì a Zenica contro la Bosnia non si ripresenti lo stesso copione.
Turpin è da tempo una sorta di “problem solver” per Roberto Rosetti, l’uomo a cui affidare le partite più delicate. Non sorprende, quindi, che sia stato spesso designato per derby europei con squadre italiane: dall’Inter-Milan di Champions League nel 2023 al Milan-Roma di Europa League l’anno successivo. Più recentemente ha arbitrato anche la Nazionale contro Israele a Udine. Come sempre accade quando si parla di arbitri, però, non sono mancate le polemiche.
Due episodi, in particolare, lo hanno visto protagonista in negativo con club italiani coinvolti: il primo in Porto-Milan di Champions 2021-22, segnato da un fallo non sanzionato su Bennacer che portò al gol dei portoghesi, con il Var rimasto inspiegabilmente silente; il secondo risale a un anno fa, nel ritorno degli ottavi tra Athletic e Roma, quando Hummels fu espulso per una presunta chiara occasione da gol a oltre 40 metri dalla porta, decisione apparsa fin da subito discutibile.
Un tempo considerato un enfant prodige, Turpin ha bruciato le tappe: a soli 27 anni era già arbitro internazionale, il più giovane francese a raggiungere quel traguardo. Oggi, a quasi 44 anni, rappresenta uno dei profili più solidi e affidabili del panorama europeo. Nel suo curriculum figurano la finale di Europa League 2021 tra Villarreal e Manchester United e quella di Champions League 2022 tra Liverpool e Real Madrid.
