Pedro Acosta guarda oltre il podio di Austin e solleva un punto interrogativo

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Nel GP di Austin, Pedro Acosta ha conquistato un solido terzo posto, chiudendo alle spalle delle Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Grazie a questo risultato lo spagnolo ha potuto confermare il terzo posto nella classifica piloti, a 21 lunghezze da Bezzecchi, che proprio in Texas ha ottenuto la quinta vittoria consecutiva (parlando di gare domenicali e comprendendo le ultime due dello scorso anno). A margine del weekend statunitense, lo ‘Squalo’ spagnolo ha commentato la sua prestazione ai microfoni di ‘Marca’.

“Sono molto felice e devo ringraziare KTM, anche perché ho distrutto la moto nel warm-up – ha detto -. Tutti i ragazzi del team e anche quelli di Tech3 hanno lavorato per sistemarla e renderla disponibile”. Acosta ha rivelato di essere soddisfatto anche perché i suoi obiettivi, dopo la prestagione, erano altri: “Sono tornato sul podio dopo la penalità nella Sprint: l’obiettivo di questo inizio stagione era raggiungere la top 5, ma abbiamo alzato l’asticella e stiamo salendo sul podio, dobbiamo esserne felici”.

Il classe 2004 ha parlato anche della battaglia in pista, senza esclusione di colpi nei primi giri, con Jorge Martin: “Ho dovuto giocarmi le mie carte e una di queste era spingere subito per restare davanti nelle prime fasi. Le Aprilia sono davvero costanti nei cambi di direzione, né Marco né Jorge commettono errori ed è difficile inseguirli se si sbaglia”.

Acosta si è anche detto soddisfatto per il compagno di marca Enea Bastianini, giunto sesto dopo aver lottato anche con Marc Marquez: “Sono molto contento di aver visto Bastianini fare un grande passo avanti: un pilota del suo livello non è normale che debba fare così tanta fatica come è capitato a lui”. Acosta, pero’, ha ammesso che la KTM non è ancora considerabile una moto di vertice: “Abbiamo bisogno di una configurazione che ci permetta di essere veloci come lo è stato Enea questo weekend: questo ci permetterebbe di migliorare ancora, ma Aprilia e Ducati restano due passi avanti”.

Guardando al weekend di Jerez, Acosta ha espresso un altro dubbio, poichè per lui ogni circuito presenta un nuovo punto interrogativo: “Il tempo dirà cosa può succedere. Fuori dall’Europa la moto ha funzionato bene e siamo riusciti a tenere il ritmo di Ducati e Aprilia, ma la realtà è che non abbiamo tutto per vincere. Aprilia e Ducati sembrano adattarsi bene a ogni circuito, Jerez sarà un altro punto interrogativo”.

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