Jannik Sinner si lascia andare ma sa che domenica sarà dura

Jannik Sinner ha parlato a caldo dopo la vittoria su Zverev valsa la finale nel torneo di Indian Wells: “È un grande risultato. E’ la mia prima finale qui dopo tre semifinali ed è importante per me. Sono davvero contento. E’ anche il torneo che avevo dovuto saltare l’anno scorso. La prossima partita sarà dura ma sono soddisfatto di come ho giocato durante questa settimana, che è la cosa più importante. La prestazione è stata ottima”.
L’altoatesino ha anche individuato la chiave tecnica che gli ha permesso di imporsi in due set: “Il piano partita era dare grande importanza alla risposta, ma tutto dipende anche dalle sensazioni in campo. Ho provato a cambiare la posizione in ricezione. Ogni partita contro Zverev è un test difficile: era una sfida che avevo voglia di giocare e sono felice di come è andata”. In finale Sinner affronterà il vincitore della seconda semifinale tra Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, un confronto che negli ultimi tempi si è trasformato in un vero e proprio classico del circuito e che spesso ha visto il murciano avere la meglio sul russo.
Il momento peggiore forse è stato prima dell’incontro, quando Sinner si è fermato durante il riscaldamento per un fastidio alla schiena. Dopo l’intervento del fisioterapista, il match è iniziato e alla fine non c’è stata quasi partita. L’Azzurro aveva già vinto i cinque precedenti contro il tedesco, e in ognuna di quelle occasioni curiosamente ha poi sollevato il trofeo (Cincinnati nel 2024, Australian Open, Vienna, Parigi e ATP Finals nel 2025). La speranza per i tifosi italiani è che la storia si ripeta anche questa volta.
La risposta arriverà domenica alle 23 (ora italiana). Sinner va a caccia del suo sesto Masters 1000: nella sua bacheca figurano già Toronto, Miami, Cincinnati, Shanghai e Parigi, mentre gli manca proprio Indian Wells Masters per completare la collezione dei tornei di prima fascia (dopo gli Slam) sul cemento.
Gli altri Masters 1000, ovvero Montecarlo, Madrid e Roma, si giocano sulla terra. In ogni caso, le delusioni di Melbourne e di Doha sono decisamente alle spalle.
