Cesc Fabregas stronca Gasperini: "Siamo un esempio, la mano si dà sempre"

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Como-Roma si è conclusa senza saluto tra i due allenatori, con Gian Piero Gasperini furioso per l’andamento della partita e in particolare per l’espulsione di Wesley. Il tecnico lariano Cesc Fabregas, invece, nel dopopartita si è soffermato proprio per l’atteggiamento del suo collega stigmatizzandone il comportamento. Pesante il suo giudizio sull’allenatore di Grugliasco, a cui ha destinato una severa frecciata nelle interviste del dopopartita. Parole, quelle dell’allenatore catalano, destinate a far discutere anche nei prossimi giorni.

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La conduttrice, super sostenitrice del Napoli, ha raccontato che in famiglia c'è una pecora nera. Anzi, nerazzurra.
Lo ha fatto in una recente intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport'. "Uno scandalo" ha sorriso.
Tanti i concetti espressi dalla brava (e bella) conduttrice campana.
"Il Napoli è vissuto come una vera fede da chi nasce e cresce in città".
Le sue prime volte allo stadio risalgono all'infanzia, nel periodo di Maradona.
"C'è stato anche il Napoli di Naldi in Serie B e il fallimento. E io c'ero"
"Poi la lenta risalita con De Laurentiis dalla Serie C. E c'ero anche lì".
Negli ultimi tre anni il Napoli ha vinto due scudetti.
"Vincere due titoli in tre anni è qualcosa di enorme".
"La riconferma di Conte è stata la notizia più bella dell'anno".
"Il calcio assomiglia alla vita: ci sono salite, discese, cadute e ripartenze".
"Quando si è in alto bisogna gioire senza dimenticare che nulla dura per sempre".

“Io vengo da un altro Paese – ha osservato Fabregas a ‘DAZN’ -. La partita è una sorta di guerra che dura 90-100 minuti, e in quel lasso di tempo vale tutto. Prima e dopo dobbiamo però cercare rispetto. Bisogna darsi la mano. Recentemente è capitato anche a me di dire cose di cui non vado orgoglioso. Ma noi allenatori dobbiamo sempre essere un buon esempio per i ragazzi. La gente guarda queste cose. Anche quando il risultato non ti soddisfa, o sono arrivate decisioni che non condividi, la mano all’avversario si dà comunque. Già il mondo va in una direzione particolare, noi dobbiamo essere un esempio”. Nessun riferimento esplicito da parte sua a Gasperini, non nominato sebbene fosse evidentemente il destinatario della sua considerazione.

Molto duro era stato a sua volta proprio Gasperini, in particolare nell’intervento a ‘Sky Sport’. “Questo non è niente – aveva commentato il tecnico della Roma a ‘Sky Sport’, poco dopo aver rivisto il secondo cartellino giallo a Wesley -. In alcune immagini si vede in maniera chiara che nemmeno entra sull’avversario. Addirittura si sposta. Ma un’espulsione cambia le partite, e non è la prima volta che succede con il Como. Diciamo che sono situazioni anche molto cercate, forse addirittura un po’ troppo. Il calcio è diventato questo, lo abbiamo già detto diverse volte. Ne ho già discusso in altre circostanze, oggi non entro nel merito”.

Curiosamente Roma e Como sono state divise da polemiche arbitrali anche nella sfida d’andata, disputata il 15 dicembre 2025 e in cui l’episodio controverso andò in direzione opposta rispetto ai fatti del Sinigaglia. Allora furono infatti i lariani a protestare per il mancato cartellino giallo (sarebbe stato il secondo) a Gianluca Mancini dopo una spallata a Kempf. Il difensore di Gasperini ebbe peraltro un acceso diverbio con Fabregas in persona.

Ulteriore elemento di curiosità: la partita dell’Olimpico terminò 1-0 per la Roma e fu decisa proprio da Wesley, autore intorno all’ora di gioco della rete che regalò la vittoria ai giallorossi e fece cadere il Como. A distanza di tre mesi esatti tutto sembra essersi ribaltato, con lo stesso giocatore espulso nella partita che i suoi compagni hanno perso contro gli stessi avversari di allora.

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