Jannik Sinner, in bacheca anche Indian Wells: Daniil Medvedev cade in finale

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Bastano due ore scarse a Jannik Sinner per aggiudicarsi il torneo di Indian Wells, unico Masters 1000 che ancora non aveva mai messo in bacheca. Lo fa al termine di due set particolarmente tesi ed equilibrati sul cemento californiano contro Daniil Medvedev, che cede entrambe le volte solo al tie-break. Il finale di 7-6(6), 7-6(4) premia l’altoatesino, capace proprio nel tie-break decisivo di centrare un pazzesco recupero dallo 0-4 al 7-4 finale. Continua anche l’assalto alla posizione numero 1 del ranking ATP, ancora in mano a Carlos Alcaraz che però proprio il russo aveva battuto nella semifinale americana.

Marco Enzo VenturiniJannik Sinner, prima della vittoria lo spavento che ha fatto tremare mezza Italia

Jannik Sinner ha raggiunto l’unica finale di un Masters 1000 che ancora mancava al suo palmarès e domenica giocherà per il titolo a Indian Wells.
L’altoatesino ha offerto una prestazione quasi impeccabile contro Alexander Zverev.
Il tedesco è riuscito a restare in partita soltanto nei primissimi game di entrambi i set prima di cedere alla solidità, alla potenza e alla brillante condizione fisica dell’azzurro.
Sinner ha chiuso in 1h22’ con un netto 6-2, 6-4, staccando il pass per la finale.
Il momento più delicato è arrivato probabilmente prima dell’inizio del match.
Durante il riscaldamento Sinner si è fermato per un fastidio alla schiena.
Dopo l’intervento del fisioterapista la partita è comunque iniziata e, alla prova dei fatti, non c’è stata quasi storia.
L’azzurro aveva già vinto tutti e cinque i precedenti contro il tedesco e, curiosamente, ogni volta dopo quel successo è arrivato anche un titolo.
Sinner va a caccia del suo sesto Masters 1000: nella sua bacheca figurano già Toronto, Miami, Cincinnati, Shanghai e Parigi.
Gli altri Masters 1000 (Montecarlo, Madrid e Roma) si giocano invece sulla terra battuta.
In ogni caso, le delusioni di Melbourne e Doha sembrano ormai definitivamente alle spalle.

Lo scontro tra Sinner e Medvedev è degna di una grande finale, con il russo particolarmente in palla e in grado di mostrare forse il migliore tennis della sua carriera. Non a caso da lunedì tornerà nella top 10 del ranking ATP. Nel primo set il campione di San Candido prova a strappargli il servizio nel nono game, ma l’avversario gli annulla due palle break prima di cedere al tie-break solo sulla lunga distanza. Grandissimo equilibrio anche nel secondo set, completamente privo di palle break. Fino al colpo di reni dell’altoatesino nel tie-break.

Per Sinner si tratta del venticinquesimo trionfo in carriera nel circuito ATP, il primo in questa stagione. Come detto a Indian Wells arriva anche l’ultimo grande titolo che l’azzurro ancora non aveva vinto sul cemento, l’unico Masters 1000 mai conquistato finora in carriera. Ora il filotto è completo, e nei mesi e negli anni a venire l’obiettivo diventa solo quello di continuare a vincere, migliorarsi e spostare ancora più in alto l’asticella. Magari già da Miami, altro Masters 1000 che prenderà il via già mercoledì 18 marzo.

Da sottolineare che tanto a Miami quanto nel successivo Masters 1000 di Madrid in programma per aprile Sinner non avrà punti in classifica da difendere rispetto al 2025. Un ulteriore motivo per mettere il pepe sulla coda dell’amico-rivale Carlos Alcaraz nella lotta alla leadership del ranking mondiale ATP.

Sinner a Indian Wells si è preso il suo sesto Masters 1000: in bacheca figuravano già Toronto, Miami, Cincinnati, Shanghai e Parigi, mentre gli mancava proprio il trofeo californiano per completare la collezione dei tornei di prima fascia (dopo gli Slam) sul cemento. Gli altri Masters 1000, ovvero Monte Carlo, Madrid e Roma, si giocano sulla terra. In ogni caso, le delusioni di Melbourne e di Doha sono decisamente alle spalle.

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