La Turchia avanza: l'orgoglio di Montella, Yildiz e Calhanoglu

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La Turchia accede alla finale playoff verso i Mondiali 2026, dopo il successo per 1-0 sulla Romania firmato da Ferdi Kadioglu. Tra i vincitori sono però tanti i protagonisti noti al grande pubblico italiano, dal ct Vincenzo Montella a due giocatori simbolo della nazionale anatolica e anche della Serie A. Stiamo ovviamente parlando di Kenan Yildiz, numero 10 della Juventus, e Hakan Calhanoglu, punto fermo dell’Inter. E per tutti e tre sono irrefrenabili l’entusiasmo e le aspettative verso il decisivo ritorno in campo fissato per martedì prossimo.

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La conduttrice, super sostenitrice del Napoli, ha raccontato che in famiglia c'è una pecora nera. Anzi, nerazzurra.
Lo ha fatto in una recente intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport'. "Uno scandalo" ha sorriso.
Tanti i concetti espressi dalla brava (e bella) conduttrice campana.
"Il Napoli è vissuto come una vera fede da chi nasce e cresce in città".
Le sue prime volte allo stadio risalgono all'infanzia, nel periodo di Maradona.
"C'è stato anche il Napoli di Naldi in Serie B e il fallimento. E io c'ero"
"Poi la lenta risalita con De Laurentiis dalla Serie C. E c'ero anche lì".
Negli ultimi tre anni il Napoli ha vinto due scudetti.
"Vincere due titoli in tre anni è qualcosa di enorme".
"La riconferma di Conte è stata la notizia più bella dell'anno".
"Il calcio assomiglia alla vita: ci sono salite, discese, cadute e ripartenze".
"Quando si è in alto bisogna gioire senza dimenticare che nulla dura per sempre".

“Non importa chi sarà l’avversaria, se Slovacchia o Kosovo”, aveva dichiarato Montella prima di conoscere l’esito della partita che ha premiato proprio il Kosovo. “Noi sappiamo che ogni avversario e ogni partita sono diversi, e ci prepariamo di conseguenza. Ma sono davvero molto soddisfatto della nostra prestazione. Abbiamo giocato con maturità, evitando l’impazienza che può esserci contro avversari del genere. Ma ci siamo parlati nell’intervallo, capendo che avremmo dovuto essere più dinamici”, ha spiegato a fine partita il ct della Turchia.

Particolarmente felice anche Yildiz. “Nel primo tempo eravamo molto sulla difensiva, ma lo stesso valeva per loro. La Romania aveva tre uomini tutti addosso a me – ha sottolineato la stellina della Juventus -. Non era proprio possibile per noi segnare, ma nel secondo tempo ci siamo riusciti e le cose sono andate molto meglio. Anche in Italia funziona così, ma sono molto orgoglioso di questa squadra. La Turchia sta vivendo una grande generazione, che in campo dà sempre il massimo. Ma non servirebbero ulteriori pressioni, sono 24 anni che non ci qualifichiamo a un Mondiale”.

Decisamente diverso il momento di Calhanoglu, ma non il suo entusiasmo. “Dal mio infortunio è passato un mese e mezzo – ha ricordato il centrocampista dell’Inter -. Il mio umore quindi era un po’ basso, ma ho provato a non mollare. Ho lavorato duramente per giocare questa partita con la Turchia, e sono riuscito a farlo con il morale alto”.

“Siamo una squadra giovane, ma dinamica e competitiva. Tutti cercano di scendere in campo per dare il proprio dovere. Ora ci rimane solo la finale, ma la Turchia ha un grande carattere. Ci riposeremo in questi giorni, in modo da arrivare al meglio alla prossima partita. Vogliamo essere concentrati al massimo”, ha concluso Calhanoglu.

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