Nadia Battocletti commuove sul rapporto col papà allenatore

Al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano va in scena il convegno del Centro Ricerche Mapei, che compie 30 anni: si tratta di un viaggio nelle esperienze sportive del centro ricerche tra passato, presente e futuro. Tra gli ospiti presenti, è intervenuta anche Nadia Battocletti: “Ho fatto i primi passi da Mapei e sono entrata così per la prima volta nel mondo del professionismo dell’atletica. Ho scoperto la caparbietà e la determinazione, ma soprattutto che col duro lavoro e gli strumenti giusti si possono raggiungere dei traguardi importanti”.
“L’atletica, nel mio caso, è uno sport in cui si sa che i primi tre posti sono già andati ad un altro continente, quindi non è mai facile – ha aggiunto la mezzofondista Azzurra -; sapere già alla linea di partenza che perdi è abbastanza inutile e allo stesso tempo demoralizzante, ma io al traguardo arrivo sapendo che ho fatto dei sacrifici e che con me c’è la mia famiglia, gli amici e lo staff”.
“Mi rendo conto soprattutto di quanto sia importante il percorso – ha poi spiegato la medaglia d’argento nei 10000 metri piani alle Olimpiadi di Parigi 2024 – e non mi importa che come mia avversaria ci sia una doppia campionessa olimpica o un’alteta che abbia infiniti record del mondo, quello che è importante è quello che accade dopo” .
Chiosa su papà Giuliano, che è anche il suo allenatore: “Lavorare con papà è un onore ed è molto bello perché mi approccio con una persona che sa come sono. Non è sempre facile viverlo sia come padre che come allenatore, ma mio padre è il mio ‘Google’ perché sa tutto. Mi piace guardare l’atletica con lui perché prende tutto alla perfezione”.
“Allenare Nadia è facile, fa tutto quello che gli propongo – le parole di papà Giuliano -. Facciamo sempre dei confronti tecnici su quello che vuole fare. Io generalmente non stravedo per le indoor, poiché le trovo abbastanza traumatiche. Dunque ho chiesto a Nadia se volesse farle e ha detto di sì, altrimenti non le avremmo fatte. Però al primo colpo è diventata campionessa del mondo”.
