Jannik Sinner conquista il Miami Open e completa il Sunshine Double

Jannik Sinner conquista il Miami Open, centrando il suo settimo titolo Masters 1000 e il ventiseiesimo in carriera. In finale supera ancora una volta il numero 22 del ranking ATP Jiri Lehecka, battuto per la quinta volta su cinque confronti con il punteggio di 6-4 6-4, in un’ora e 33 minuti di gioco, a cui si è aggiunta una lunga interruzione per pioggia di quasi un’ora e mezza all’inizio del secondo set.
Un trionfo che gli permette di completare il Sunshine Double, dopo il successo a Indian Wells: è il primo a riuscirci dopo Roger Federer nel 2017 e soprattutto il primo in assoluto a farlo senza perdere neanche un set. La sua striscia vincente nei tornei Masters 1000 si allunga così a trentaquattro set consecutivi, iniziata già a Parigi indoor.
Anche la finale è stata condizionata dal maltempo, che ne ha ritardato l’avvio. Si trattava della quinta finale Masters 1000 tra giocatori nati negli anni Duemila e per Sinner è arrivato il primo successo dopo le sconfitte contro Carlos Alcaraz dello scorso anno a Roma e Cincinnati. L’unico dato meno brillante per il classe 2001 di Sesto Pusteria restava proprio questo, considerando che arrivava all’appuntamento con 102 vittorie e appena due sconfitte contro avversari fuori dalla top 20.
Dall’altra parte della rete c’era Jiri Lehecka, talento della scuola ceca, alla sua prima finale in un Masters 1000 e capace di salire fino al best ranking di numero 14 del mondo. Anche questa volta, però, contro l’amico-rivale non è riuscito a invertire il trend, cedendo nettamente come nei precedenti confronti.
Per Sinner la serie positiva nei “1000” parla ora di 17 vittorie consecutive, con un impressionante parziale di 34 set a zero, includendo anche il titolo conquistato a Parigi lo scorso novembre. Arriva così il settimo trofeo in questa categoria e il ventiseiesimo complessivo.
Questo successo gli consente anche di accorciare sensibilmente le distanze dal numero uno Carlos Alcaraz: il gap, che prima di Indian Wells era di 3150 punti, si è ridotto a 1190, con lo spagnolo a quota 13590 e l’azzurro a 12400. Ora, sulla terra battuta, l’obiettivo è tornare in vetta.
