Il c.t. ridimensiona la Bosnia: "Lenta e compassata"

Roberto Cevoli, il commissario tecnico della nazionale di San Marino, con i ‘Titani’ ha affrontato la Bosnia a Zenica. “Li abbiamo sfidati a giugno e siamo riusciti a metterli in difficoltà – ha detto alla Gazzetta dello Sport -. A 25 minuti dalla fine il risultato era ancora sullo 0-0, poi è entrato Dzeko che ha segnato il gol decisivo. Ma all’ultimo minuto siamo ripartiti in contropiede e abbiamo sfiorato il pareggio. Il pubblico ha esultato per un nostro errore, segno che avevano paura. In casa, contro San Marino, pensavano di vincere facilmente, invece hanno rischiato”.
“La Bosnia è una squadra lenta, compassata, che gioca a ritmi bassi. A Zenica ho cercato di portare la partita sull’intensità, con un pressing alto. Senti il calore del pubblico già dagli spogliatoi, che sono pure difficili da raggiungere. Ci hanno dato uno stanzone al secondo piano dello stadio. Per arrivarci bisognava percorrere due rampe di scale ripidissime” ha aggiunto l’ex difensore di Reggina, Reggiana e Torino, tra le altre.
Quella partita di giugno, terminata 1-0 per la Bosnia grazie alla rete di Edin Dzeko al 66′, rimane una delle pagine più significative del recente percorso sammarinese nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Proprio la Bosnia, dopo aver chiuso al secondo posto il Gruppo H di qualificazione, si è poi guadagnata l’accesso alla finale playoff battendo il Galles ai rigori. Decisivo ancora una volta Dzeko, che all’86’, con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner, aveva firmato l’1-1 che ha poi portato la sfida prima ai supplementari e poi alla lotteria dagli undici metri.
Martedì 31 marzo, allo stadio ‘Bilino Polje’ di Zenica – lo stesso impianto descritto da Cevoli con i suoi spogliatoi scomodi e il calore soffocante del pubblico – la Bosnia affronta l’Italia di Gennaro Gattuso nella finale playoff per un posto ai Mondiali 2026. Gli Azzurri, che mancano dalla rassegna iridata da due edizioni consecutive, si sono presentati all’appuntamento consapevoli del peso della posta in palio. “Noi siamo l’Italia e abbiamo l’obbligo di andare al Mondiale”, aveva dichiarato alla vigilia Federico Dimarco, esterno sinistro dell’Inter, che con Dzeko ha condiviso gli anni in nerazzurro.
Da quando ha assunto l’incarico nel dicembre 2023, il tecnico romagnolo ha impresso alla nazionale sammarinese un’identità tattica riconoscibile, fondata sull’intensità e sul pressing, capace di mettere in difficoltà squadre ben più quotate.
