Dan Peterson dà tre consigli alla Virtus dopo l'esonero di Dusko Ivanovic

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Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Dan Peterson firma un editoriale dedicato all’esonero di Dusko Ivanovic alla Virtus Bologna e alle prospettive della squadra, indicando le linee guida per affrontare questa fase delicata della stagione.

“Staff tecnico e squadra non devono guardare indietro, né interrogarsi su cause e responsabilità: è successo, punto. Prima cosa, bisogna dimenticare. Non si può cambiare nulla, quindi bisogna voltare pagina e pensare solo al futuro”, esordisce Peterson, che individua poi tre aspetti fondamentali su cui la Virtus deve concentrarsi.

“Il primo è la tranquillità: un cambio di allenatore in corsa è sempre uno shock, specie quando arriva una soluzione d’emergenza. Per evitare un ‘Titanic 2026’ serve chiarezza. Ci sono però due vantaggi: la Virtus ha riposato in campionato e non è stato preso un tecnico esterno. Lo staff deve trasmettere un messaggio semplice: “Ci siamo noi, vi conosciamo, non servono rivoluzioni. La squadra è forte, è prima in classifica: giochiamo come sappiamo”. Il secondo punto è la gerarchia. Con un nuovo staff ogni giocatore sente di avere un’opportunità in più per mettersi in mostra. Possono emergere sorprese, anche dalla panchina. Questo entusiasmo va sfruttato come leva positiva, trasformandolo in energia e competizione sana”.

“Il terzo elemento è la fiducia. Lo staff deve trasmetterla con forza: essere primi non è un regalo, ma il risultato di quanto fatto. L’obiettivo deve restare chiaro: vincere la regular season per garantirsi il fattore campo nei playoff. Identità e consapevolezza devono guidare il gruppo: siamo primi, ma abbiamo subito sconfitte evitabili e dobbiamo dimostrare di valere quella posizione. Non è un premio che ti danno gratuitamente, ma è una cosa che avete meritato. Il contesto aiuta: ieri le rivali hanno perso, un assist importante”.

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