Ferrari a caccia della Mercedes: tecnici al lavoro, ma serviranno mesi

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La Ferrari ha dimostrato un discreto stato di forma in questo inizio di stagione, quantomeno rispetto al feroce pessimismo che circolava nell’inverno 2026 intorno alla SF-26. Le principali difficoltà della nuova vettura del Cavallino riguardano al momento il ritardo rispetto al motore messo a punto dalla Mercedes, tanto che a Maranello sono già corsi ai ripari. L’attesa prima di vedere però concrete novità in pista rischia di essere ancora abbastanza lunga. Nonostante la Formula 1 si appresti a un mese di pausa, infatti, è probabile si debba aspettare ulteriormente.

Marco Enzo VenturiniLewis Hamilton e Charles Leclerc, prime sportellate: la decisione della Ferrari

“Credo in voi e nel vostro lavoro. Forza Ferrari”. Con queste parole Lewis Hamilton ha celebrato il suo primo podio in rosso.
L’inglese lo ripeteva spesso nella scorsa stagione: voleva “una macchina per sé”, mentre molti lo davano ormai per finito.
Poi sono arrivati i test, la nuova Ferrari “con il mio Dna” e finalmente il risultato in gara.
Prima dei festeggiamenti, però, c’è stata la battaglia in pista con Leclerc.
Un confronto duro ma corretto, condizionato anche da strategie diverse nella gestione di gomme e batterie.
“È stata una lotta intensa, forse ci siamo anche toccati, ma le corse sono così. Mi sono divertito”, ha commentato Hamilton.
Ha lasciato intendere di non voler rinunciare alla sfida interna.
Leclerc ha ricambiato i complimenti: “Lewis è uno di quei piloti di cui ti puoi fidare quando corri ruota a ruota. È stata una bella battaglia".
Il duello tra i due ferraristi manda comunque un segnale positivo a Maranello: la squadra può contare su due piloti competitivi.
E a chi chiedeva eventuali ordini di scuderia, Vasseur ha risposto con chiarezza: “Era tutto sotto controllo. Preferisco lasciarli correre così”.

Lo spiega il ‘Corriere della Sera’, osservando che il regolamento messo a punto dalla FIA parla chiaro. La Ferrari ha bisogno di sbloccare il cosiddetto “ADUO”, ossia un sistema di aggiornamenti e sviluppo che la federazione calcola in base al divario dalla power unit di riferimento. Ebbene: carte alla mano ci si può muovere in questa direzione solo dopo il sesto Gran Premio della stagione, che con il cambio di calendario coincide con la gara di Monte Carlo. Che, però, arriverà solo il prossimo 7 giugno.

Chiaro che una simile attesa rischia di stroncare le residue speranze di mondiale della Ferrari. Intanto ‘Autosprint’ parla della possibilità di un iniziale sviluppo che possa arrivare almeno a maggio, in tempo per il Gran Premio del Canada. Il motore completamente nuovo, però, rischia di non essere pronto fino al Gran Premio di Spagna. Che, rispetto a Monaco, è in programma per la settimana successiva. Prima di Montreal, invece, i tecnici del Cavallino potranno lavorare solo sui software che possono garantire una gestione dell’energia elettrica migliore rispetto a quella vista fin qui.

Già dopo Suzuka, gara conclusa con un terzo posto quasi miracoloso, Charles Leclerc aveva inquadrato gli attuali problemi della sua Ferrari. “Ho difeso il podio ed è sicuramente un buon risultato. È uno di quei piazzamenti da portare a casa, almeno finché non avremo la vettura migliore: molto dipenderà dagli sviluppi. Oggi ho dovuto faticare parecchio per tenermi dietro George Russell”, aveva dichiarato il monegasco a fine gara.

“Una volta superato Russell, ero consapevole che negli ultimi giri avrebbe provato in tutti i modi a riprendersi la posizione, ma credo di essermi difeso bene. È stato un duello intenso e anche divertente, che mi ha permesso di restare sul podio. Nel complesso si è vista una McLaren più competitiva, mentre a noi è mancato un po’ di passo”, aveva aggiunto Leclerc nella sua analisi.

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