Ducati, Max Biaggi perplesso su Marc Marquez: "Ci sfugge qualcosa"

L’ex pilota e ambasciatore Aprilia Max Biaggi ha commentato soddisfatto il predominio della casa di Noale nei primi due Gran premi dell’anno del Mondiale di MotoGP. Marco Bezzecchi ha vinto le prime due gare, e in Brasile è arrivata una clamorosa doppietta con Jorge Martin.
“Sono sorpreso di vedere Bezzecchi e Martín ai primi due posti del Campionato del Mondo, ma non sono sorpreso dalle prestazioni della moto. In Thailandia è stata praticamente una giornata Aprilia, con quattro moto tra le prime cinque, e in Brasile la sorpresa della doppietta Bezzecchi-Martín dopo una gara sprint è stata incredibile. E’ un ottimo risultato, ma ricordiamoci che sono stati solo due GP. Vedremo in Texas e nelle gare europee”, ha detto alla Gazzetta dello Sport.
Biaggi ha commentato il ritardo della Ducati e di Marc Marquez: “Ducati e Marquez sono i campioni e quindi sono i favoriti. Battere Marc è complicato perché se ha la moto migliore, diventa quasi imbattibile. Ora Bez ci sta riuscendo, ma dobbiamo capire se Marc ha delle difficoltà che ci sfuggono, perché è chiaro che non si sta esprimendo al meglio”.
“Ora Bezzecchi e Martín stanno andando forte, ma solo dal primo GP d’Europa a Jerez vedremo i numeri veri e capiremo chi è in testa”.
Si prefigura un duello Ducati-Aprilia: “In MotoGP, sarebbe la prima volta che vediamo una lotta tra due costruttori italiani, perché prima la Ducati vinceva facilmente. Ora che un altro marchio italiano compete seriamente, la situazione si fa molto più interessante, mentre i marchi giapponesi sono un po’ assenti”.
Bezzecchi deve dimostrare di avere la stoffa da campione, ma non solo lui: “Vincere a un certo livello è come l’alchimia: servono team, piloti e sviluppo. Un pilota da solo non può fare la differenza; serve un’azienda che ti supporti, e il presidente Michele Colaninno tiene molto ad Aprilia Racing. Ora stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro ben pianificato”.
“Bezzecchi è veloce e ha il temperamento per lottare con Marc senza dubbio. Deve commettere il minor numero possibile di errori perché il campionato è lungo”.
